Amandola. Museo Antropogeografico



Si vede quello che si conosce. Ciò che non si conosce non si riesce a vedere. Il Parco Nazionale dei Monti Sibillini offre molteplici paesaggi agli occhi del visitatore. Si tratta di entità complesse, plasmate nel tempo dalla reciproca influenza fra uomo e natura, attraverso il lavoro, gli insediamenti, l'attività culturale. Le chiavi di lettura per comprendere i segni e penetrare i segreti di questi paesaggi, sono custodite nel Museo Antropogeografico di Amandola: esso è come un indice delle tematiche del Parco. Attraverso questo museo si può effettuare un interessante percorso di immagini ed esperienze multimediali che rappresentano la complessità delle relazioni tra gli elementi del territorio. Tocca però al visitatore indagare e immergersi nei contenuti, per poi uscire e leggere direttamente, con i propri occhi, le parole scritte nel paesaggio.

Il "paesaggio della diversità biologica" rappresenta la struttura naturale del Parco, con le formazioni geologiche, le associazioni vegetali, le presenze faunistiche.
Del "paesaggio umano" si analizzano i segni lasciati sull'ambiente dal lavoro degli uomini e dai loro insediamenti, dall'età romana al monachesimo, fino ai modelli contemporanei. Sono frutto dell'integrazione tra uomo e natura il paesaggio rurale modellato dai contadini, quello dei boschi cedui e dei pascoli disegnato da carbonai e pastori, quello delle aree sacralizzate dai monaci.
Nell'area del "paesaggio e della sua rappresentazione" viene approfondito il modo in cui il mito, il cinema e le arti in genere hanno saputo cogliere e comunicare i molteplici aspetti del territorio.
Con il "paesaggio del futuro", ultima tappa tematica, si delineano i nuovi scenari e i progetti di sviluppo del Parco Nazionale dei Monti Sibillini.


 
Il leggio del mito

Dato che un paesaggio non è solo un insieme di elementi oggettivi, ma è anche legato alla sua rappresentazione nel tempo, è fondamentale ripercorrere le tappe che hanno fissato il territorio dei Sibillini nell'immaginario artistico e culturale.
Il libro gigante posto sul leggio permette di entrare nel mondo della Sibilla attraverso la letteratura: tra le enormi pagine si scoprono le avventure di Antoine de La Sale, esploratore provenzale che nel 1420 volle tentare un'ascensione nella grotta della Sibilla, e del Guerin Meschino, eroe creato nel 1410 dalla penna di Andrea da Barberino.


MUSEO ANTROPOGEOGRAFICO 
PINACOTECA "DURANTI" 
MUSEO DELLA GROTTA DELLA SIBILLA 
MUSEO DEI MANOSCRITTI LEOPARDIANI 
MUSEO DELLE CARBONAIE 
MUSEO DELLA NOSTRA TERRA 
ECOMUSEO DEL CERVO 
MUSEO DEL CAMOSCIO 
 
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